Il calcio trapanese continuò a sopravvivere grazie alla Associazione Sportiva Città di Trapani, anch’essa militante nel campionato di Eccellenza Sicilia. Si dice che la prova muscolare, Dio-Patria-famiglia-che meraviglia, non porta da nessuna parte, ed è probabilmente vero, anche se mettere tutti i relatori che si sono susseguiti nella città veneta sullo stesso carro è fuorviante oltreché ingiusto. Si dice che la società di investimento – che è stata coinvolta in Valentino, Hugo Boss e Golden Goose – abbia messo sul piatto tra i 180 e i 190 milioni di euro per il 40%. Se ciò fosse vero, l’investitore finanziario avrebbe valutato il marchio, famoso per la sua giacca a vento e con un fatturato di circa 148 milioni di euro nel 2023, 505 milioni di euro: un prezzo di cui andare fieri, che corrisponderebbe a 11,3 volte gli utili EBITDA. Quando le sorti della Toma sembravano oramai segnate, a poche ore dall’inizio del campionato, una cordata di imprenditori salentini costituita da Cosimo Bellisario, Dino Leucci e Dario Montagna, insieme al main sponsor Eugenio Filograna, riesce ad evitare il fallimento e la radiazione della società. Tra l’altro, gli incontri degli Azzurri in competizioni ufficiali devono essere trasmessi in chiaro e in diretta in quanto rientranti nell’elenco degli «eventi di particolare rilevanza per la società di cui deve essere assicurata la diffusione su palinsesti in chiaro», redatto nel 2012 dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
E oggi non è forse ancora la famiglia a rappresentare per tutti la principale opportunità di riscatto? «Adesso che la guerra finisce, forse Cate mi dirà la verità», pensai salendo. Bello ma forse impossibile. Sono più i soldi che dal Golfo sono usciti per riversarsi sul calcio che conta, che non i campioni sul viale del tramonto attratti dalle lusinghe dei petrodollari. Solo quattro le squadre che hanno partecipato a tutte le edizioni, a partire dal 2007: oltre ai campioni in carica del North American Martyrs, il Collegio Urbano, Mater Ecclesiae e Sede Sapientiae. “Le istituzioni pubbliche non possono fare finta che la famiglia sia solo un fatto privato”, ha detto Bassetti: “Ciò che avviene tra i coniugi e con i figli è un fatto sociale; e ogni essere umano che viene ferito negli affetti familiari, in un modo o nell’altro, diventerà un problema per tutti. A ogni modo il presidente della Cei una strada, benché sussurrando, l’ha indicata, quando ha detto di appoggiare “diverse proposte avanzate anche dal Forum delle associazioni familiari”, che – particolare non da poco – a Verona non c’era.
A Boston va in scena un nuovo atto nella storia della Roma, dopo le mosse di Unicredit (la banca, tramite l’advisor Rotschild, aveva aperto la ricerca di compratori dopo l’accordo con la famiglia Sensi per l’azzeramento del debito da 325 milioni di Italpetroli), c’è la firma sul contratto preliminare tra l’istituto di credito ed i compratori statunitensi: ci vorrà ancora qualche mese per il “closing” vero e proprio (18 agosto 2011) ma tutto comincia a ruotare intorno ad un nuovo mondo, ad una concezione riveduta e corretta del modo di intendere il calcio e tutto ciò che ad esso è legato. A partire proprio dai Mondiali in Qatar, che molti vorrebbero boicottare anche e soprattutto per le notizie di morti sui cantieri degli stadi, a causa della mancanza delle più elementari norme di sicurezza. Ma come si fa a dimenticare che, anche negli anni più pesanti della crisi, proprio la famiglia ha assicurato la tenuta sociale del paese? Al Khalifa, musulmano sunnita, appartiene alla famiglia regnante di un paese a maggioranza sciita, nel Medio Oriente epicentro delle guerre in nome della fede». Enrico Currò: «Infantino prende il comando nel momento più delicato, dopo il ciclone delle inchieste che hanno spazzato via i 18 anni di dittatura di Blatter.
Ancora Currò: «Salman Al Khalifa era visto come un sacrilego, portatore di contraddizioni politiche, economiche, perfino religiose. Si pagano non esclusivamente manifestazioni grandi come quella del 2022, o un po’ meno importanti, per quanto egualmente appetitose, come la Supercoppa italiana fra Juventus e Milan, ma anche addirittura gli atleti, la loro cittadinanza: la squadra del Qatar alle Olimpiadi di Rio era per due terzi formata da concorrenti di altre nazioni, mezzofondisti africani, lottatori caucasici e così via, tutti sotto bandiera qatarina. Lo sceicco era dato in vantaggio fino a due giorni dal voto, malgrado il carico di incognite. Sulle spalle ci sono due fettucce di stoffa verde con un design giallo e nero che riprende sia il diamante del logo di Umbro che i colori della bandiera giamaicana. Zamparini resta per dare una mano con la sua esperienza, se avviene questa cessione sono convinto non dico che torneremo a quello che abbiamo fatto nel passato, ma faremo di nuove cose importanti. Molti vescovi si sono concentrati sull’ostia da dare o meno ai divorziati risposati, meno sul resto, che poi sarebbe la crème, come ha detto il Papa. Che poi la sostanza sarebbe pure decisiva, molto più delle disquisizioni sul fatto che a parlare al popolo lì convenuto ci fossero Alessandro Meluzzi, primate metropolita della chiesa ortodossa italiana, Maria Giovanna Maglie e Antonio Maria Rinaldi.